lunedì, settembre 25, 2017

AL NOSTRO BIVIO CON L'ECO DEI TAMBURI DI TRAIANO di Paolo Rumiz

le foto di Ponte Rotto....



AL NOSTRO BIVIO CON L'ECO DEI TAMBURI DI TRAIANO di Paolo Rumiz


Quasi un sommergibile sotto di noi, il terreno è pieno di tesori sepolti Nemmeno un archeologo ha percorso la strada in questo modo
Ululano nel vento i ponteggi dell’arco di Traiano. I teloni di copertura, strattonati dalle raffiche, sbattono come una vela di fiocco durante una strambata. La formidabile struttura in pietra sembra posseduta dagli spiriti ed è come se l’intera provincia di Benevento volesse svelarci il senso del suo nome. È ancora una donna a condurci per mano nelle meraviglie del passato, l’archeologa Luigina Tomay, allertata dal tam-tam. Non ci ha dato nemmeno il tempo di mollare gli zaini e siamo già quassù con lei, in un dedalo di scalette e tubi Dalmine, a vedere un arco romano da vicino come non ci è capitato mai. Credevamo che la protezione ce lo allontanasse, e invece eccoci a pochi centimetri da una folla di sacerdoti, tribuni e legionari illuminati dalla luce color senape del tramonto.
«Quest’arco è solo la punta dell’iceberg della romanità in questo luogo», spiega la nostra guida. «Gran parte del resto è nascosto e riusato in altri edifici. Lo capirete in via San Filippo, dove una facciata medievale è fatta quasi interamente con resti romani assemblati a caso». Ai tempi dell’impero, Benevento era il cuore dell’Italia antica, oggi c’è da chiedersi come abbia fatto a ritrovarsi lontana da tutto. Eppure basterebbe quest’arco per capirne l’importanza. Fotogrammi che ti arano l’anima. Il toro che piega il collo e un uomo a torso nudo che affonda il coltello, mentre altri tengono fermo l’animale. La plebe con i figli in braccio che fa la fila per ricevere i contributi alimentari. L’interminabile trionfo di Traiano dopo la vittoria sui Daci. Ne puoi sentire i tamburi.
L’arco sulla nostra strada rappresenta il bivio, la scelta. Iniziato a costruire nel 114 dopo Cristo, esso segna e celebra l’inizio dell’Appia numero due, chiamata appunto “traiana”, che raggiungeva Brindisi con un tragitto più breve e costiero. Tutto ci spingerebbe in quella direzione. La maggiore evidenza della traccia, le pietre miliari magnificamente conservate, i monumenti. Ma noi non cerchiamo il facile. Vogliamo trovare la Numero Uno, anche se si ridurrà a una linea nel grano. Brindiamo in un bar all’aperto alla linea che non deflette, e intanto sul decumano i Sanniti passano con profili di bronzo nell’ultimo sole che arroventa il selciato in controluce e disegna ombre lunghe come nelle notti bianche del grande Nord. Contro l’ombra delle case, i candidi piumini di pioppo, ancora illuminati, generano una scintillante nevicata fuori stagione.
… Il mattino dopo è tutto rondoni, praterie nel vento e cielo pulito, peluria di campi di grano punteggiata di papaveri, accesi come rossi abat-jour nella prima luce. Ma la giornata si annuncia difficile. Avremo pochissimi segni certi per proseguire, tranne un ponte romano rotto sul fiume Calore. Fuori Benevento il terreno è un dedalo di colli e masserie, e il nostro tragitto diventa subito la risultante di una serie di errori e tentativi. Riccardo consulta le mappe, scende in mezzo alle ortiche, supera roveti regolare come un diesel ma leggero come un trapezista. Desiste, risale, riprova, e sempre riesce a venire a capo dei terreni più difficili, col Gps che gli conferma l’allineamento con il decumano di Benevento. Al suo confronto, noi siamo caterpillar nel fango.
La direttrice nel frumento è così perfetta che Irene si diverte a camminare a occhi chiusi nel silenzio. L’Appia è un sommergibile sotto di noi, la sentiamo coi piedi, e il terreno è pieno di tesori sepolti. “Vendesi terreno con ruderi, metri quadrati 18 mila, tel. 348. eccetera”, sta scritto su un cartello. La vista ti ubriaca, siamo sulla schiena dell’Appennino. Essicatoi di tabacco, noceti, grano e vento. Ma il cemento è sempre in agguato: in zona San Nicola Manfredi l’Appia diventa un deserto vialone asfaltato con lampioni in mezzo al nulla, un costo di 2.824 mila euro che grida vendetta all’erario ma ti assicura che “la tua Campania cresce in Europa”. In località Calvi un cartello stradale ci riconforta e dice “Appia antica”, dunque non brancoliamo nel buio. È lì che inizia la lunga discesa verso il fiume Calore. Siamo più o meno alla metà del viaggio. La chiave di volta, il Ponte Rotto, un segno dato per sicuro da tutti gli archeologi. Peccato che accanto al ponte rotto non ci sia nessun ponte nuovo e la strada finisca. Si preannuncia il guado, il passaggio dipende solo dall’altezza dell’acqua. Scendiamo lietamente oltre l’ultima masseria e un mandriano che ci chiede preoccupato dove andiamo, Marco risponde ridendo: «Se non ci vede tornare vuol dire che siamo passati. O siamo morti».
...
Il ponte sorge all’improvviso da una foresta di pioppi centenari. Un’unica arcata è ancora in piedi, ma quanta dignità in quei piloni superstiti che hanno resistito a duemila anni di piene nonostante il totale abbandono. In qualsiasi altro Paese un monumento simile sarebbe segnalato e consolidato, ma non in Italia. Ma l’abbandono ha i suoi lati positivi. Siamo assolutamente soli, potremmo essere in una valletta afghana. L’acqua è fredda, pulita, e bassa abbastanza per consentirci il guado.
E il guado diventa un battesimo, una comunione forse, che certifica il primato del viaggiatore a piedi. «Mi sento fesso e contento», mormora l’irpino Ciriello addentando un panino sui ciottoli dell’altra riva. Anche la nostra guida è felice, ormai non resta che la salita verso il passo di Mirabella.
«Dì la verità Riccardo — gli chiedo — in quanti hanno già fatto questo viaggio?» Lui: «Nessuno. Siamo i primi. A quanto ne so non esiste archeologo che di recente abbia fatto l’Appia a questo modo. E questa è una strada che può fare solo un viaggiatore a piedi». Non l’ho mai visto così sicuro di sé.

sabato, settembre 23, 2017

Vogliamo davvero bene ai beni culturali? Oggi a Ponte Rotto con Paolo Rumiz

Sabato 23 settembre, ore 18, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, Paolo Rumiz terrà una “lezione” ai piedi del Ponte Appiano, l’affascinante ponte-viadotto fatto costruire dall’imperatore Traiano per consentire la prosecuzione della via Appia da Capua a Brindisi.
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“Ma eccolo, il ponte, oltre un boschetto di pioppi centenari. […] Un’unica arcata è ancora in piedi, il resto sono piloni mozzi pieni di commovente dignità […]. L’abbandono è totale […] al punto che, se non si interviene a breve, in poco tempo il ponte non ci sarà più”. Sono le parole che Paolo Rumiz ha dedicato al Ponte rotto sul fiume Calore nel suo libro sull’Appia, edito da Feltrinelli, spiegando (soprattutto ai giovanissimi) che i beni storici, artistici ed archeologici non sono necessariamente eterni. Il Ponte rotto, come ricorda Rumiz, ha vinto le piene di molti secoli, ma contro il pericolo dell'oblio la battaglia è davvero ardua.
E proprio contro tale pericolo, sabato alle ore 18.00, in concomitanza con le Giornate Europee del Patrimonio, Paolo Rumiz si recherà ai piedi del ponte (che condivide i territori di Calvi, Apice e San Giorgio in provincia di Benevento, di Venticano, Bonito e Mirabella in provincia di Avellino) per tenere una “lezione”: in verità un vero e proprio storytelling, introdotto da Aglaia McClintock (docente di Diritto romano presso l’Università del Sannio) e accompagnato dalle musiche originali del Notturno Concertante (band del rock progressive italiano).
Il racconto di Paolo Rumiz si inserisce in un percorso progettuale ben preciso. I Comuni di Calvi, Venticano, San Giorgio del Sannio, Ceppaloni ed Apollosa – che condividono il tratto sannitico-irpino della via Appia – hanno stipulato un protocollo d’intesa indirizzato a mantenere alta l’attenzione su un bene storico-archeologico di particolare valore, quale è appunto il Ponte Appiano sul fiume Calore. La costruzione, come si sa, s’impose presto quale crocevia di genti nonché come asse di sviluppo per l’economia antica di tutta l’Italia meridionale. Inserito in un affascinante contesto ambientale e naturalistico, il Ponte abbisogna tuttavia di un importante lavoro di recupero, onde evitarne la “scomparsa”. Di qui, allora, l’organizzazione di una manifestazione culturale di rilievo, che si traduce nei fatti in un vero e proprio programma di valorizzazione. Il proposito generale è quello di rileggere il passato storico del territorio di riferimento, offrendolo alle esigenze culturali di visitatori e turisti. Collegare territori, agevolare scambi, generare incontri è l’intento prioritario del progetto; dibattiti, incontri, lezioni, premi, presentazioni, concerti, rappresentazioni teatrali, mostre, visite guidate, invece, sono alcuni degli strumenti prescelti per raggiungere l’obiettivo.
Insomma, un percorso storico-culturale ben meditato, che nel prossimo week-end propone l’incontro con un narratore d’eccezione: Paolo Rumiz.
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Paolo Rumiz - Giornalista e scrittore italiano triestino. Inviato speciale del "Piccolo" di Trieste, quindi editorialista di "La Repubblica", ha seguito gli eventi politici che a partire dagli anni Ottanta hanno prodotto profonde trasformazioni nell’area balcanica, pubblicando a seguito di questa esperienza il reportage Maschere per un massacro (1996), e successivamente ha documentato gli eventi bellici verificatisi in Afghanistan dal 2001. Appassionato viaggiatore di viaggi lenti e consapevoli, effettuati a piedi o con mezzi di fortuna, indagatore delle terre di confine e dei luoghi dimenticati, ha percorso itinerari sconosciuti al turismo di massa, soprattutto nell'Est europeo, nel profondo Nordest italiano, lungo il fiume Po. Di questo girovagare animato da ideali minimi e chiari, e degli incontri che ne sono derivati con un mondo di personaggi autentici e di territori strani e meravigliosi, ha dato conto con uno stile asciutto e fotografico, che non si compiace mai di sé stesso ma tende a restituire con immediatezza e semplicità il vissuto, in numerosi libri, tra cui occorre citare almeno: Danubio. Storie di una nuova Europa (1990); La leggenda dei monti naviganti (2007); Tre uomini in bicicletta (con F. Altan, 2008); L'Italia in seconda classe (2009); Trans Europa Express (2012); Morimondo (2013); Come cavalli che dormono in piedi (2014); entrambi nel 2015, La cotogna di Istanbul. Ballata per tre uomini e una donna (da leggere soltanto ad alta voce) e Il Ciclope; Appia (2016). Sito ufficiale della manifestazione www.oltreisentieri2017.it
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Il Ponte Appiano (noto anche come Ponte rotto sul fiume Calore) - Trait d’union dell’intera manifestazione è il Ponte Appiano, noto anche come Ponte rotto sul fiume Calore. Esso è uno spettacolare ponte-viadotto di epoca romana, i cui resti ci dicono che era lungo circa 142 metri e alto (nella parte centrale) circa 13 metri. Voluto probabilmente dall’imperatore Traiano, il ponte consentiva materialmente il passaggio della via Appia dal Sannio all’Irpinia, per giungere a Venosa, Taranto e Brindisi. Facile immaginare, dunque, la ragione per cui la costruzione s’impose presto come asse di sviluppo per l’economia antica di tutta l’Italia meridionale (su tale tragitto, infatti, circolavano i numerosi prodotti che dalla Grecia giungevano a Roma).



venerdì, settembre 22, 2017

Fondo politiche sociali: via libera al riparto 2017 di 277 mln

Fondo politiche sociali: via libera al riparto 2017 di 277 mln in Conferenza Unificata

La Conferenza Unificata ha dato l'intesa sul riparto del Fondo politiche sociali di quasi 277 milioni di cui circa 65 ddel Fondo nazionale politiche sociali e 212 dal Fondo Povertà

21 SET - Come previsto dalla Tabella n. 4 “Stato di previsione del ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’anno finanziario 2017” della legge n. 232/2016, le risorse assegnate al Fondo nazionale politiche sociali ammontavano a  311.553.204.
Ma a seguito dell’intesa sancita in Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 23 febbraio 2017, relativa al contributo alla finanza pubblica delle Regioni a statuto ordinario per l’anno 2017, la dotazione del FNPS è stata ridotta a 99.762.949,94.
 
Successivamente l’art. 73, comma 1, del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo settore) ha trasferito le risorse del FNPS destinate alla copertura degli oneri relativi agli interventi in materia di Terzo settore, 21.960.000 euro, riducendo lo stanziamento del FNPS a 77.802.949,94, di cui circa 13 milioni di euro al ministero.
 
Il Dlgs “Delega recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali”, a seguito dell’Accordo politico con il Ministro Poletti e la Conferenza delle Regioni e Province autonome, ha attribuito alle Regioni a statuto ordinario, a valere sul Fondo Povertà, risorse per 212 milioni di euro.
 
Complessivamente quindi le risorse attribuite alle Regioni per l’anno 2017 sono 276.963.236,94, di cui  64.963.236, 94 a valere sul FNPS e 212.000.000 a valere sul Fondo Povertà.




“È stato un lavoro complesso, ma sono davvero soddisfatto, perché abbiamo riportato le risorse destinate alle politiche sociali allo stesso livello di qualche anno fa quando sul settore erano purtroppo intervenuti pesanti tagli legati al contenimento della spesa pubblica”, ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Stefano Bonaccini, commentando l’intesa sul riparto del Fondo.
“Grazie all’impegno delle Regioni e allo sforzo del Governo, in particolare del Ministro Giuliano Poletti, che ha recuperato e inserito nell’ambito del Fondo per la lotta alla povertà una quota importante, 212 milioni, è stato possibile ripristinare integralmente il Fondo Nazionale per le politiche sociali.
Complessivamente si tratta – ha concluso Bonaccini – di quasi 277 milioni che nel 2017 arriveranno alle Regioni e che serviranno a finanziare servizi fondamentali per le fasce più fragili della popolazione”.

lunedì, settembre 18, 2017

A SANTA SEVERINA LA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO “EUROPEAN NETWORK FOR SOCIAL INTEGRATION ENTREPRENEURSHIP”




SANTA SEVERINA\ aise\ - Programmato per il giorno martedì 19 settembre, alle ore 9.00, presso ilCastello Normanno (Salone dell’Incannicciata) di Santa Severina, in provincia di Crotone, il workshop nazionale di presentazione ufficiale del progetto europeo “European Network for Social Integration Entrepreneurship: Social Inclusion and Development of Rural Regions for a better European Future” (“Rete Europea per l’Integrazione Sociale dell’Imprenditoria: Inclusione Sociale e Sviluppo delle Regioni Rurali per una migliore Futuro dell’Europa”), a valere sul Programma Comunitario “Europa per i Cittadini” (Misura: “Reti di Città”), selezionato e finanziato dall’Agenzia Esecutiva per l’Educazione, gli Audiovisivi e la Cultura della Commissione Europea 

Il Progetto intende affrontare, principalmente, i temi dell’economia e dell’imprenditorialità sociale e della responsabilità sociale delle imprese e si prefigge l’obiettivo di creare una rete transnazionale ed internazionale finalizzata alla condivisione delle conoscenze nel settore dell’integrazione sociale delle imprese, anche in relazione allo sviluppo rurale. La proposta di progetto è stata ideata, elaborata e presentata ai competenti Servizi della Commissione Europea - in regime di partenariato con il Comune di Filakovo in Slovacchia - da Luigi A. Dell’Aquila (titolare dello Studio di Consulenza e Formazione “Knowledge Management & Intellectual Capital” in materia di Finanziamenti, Programmi e Progetti Europei).
L’iniziativa, che si articolerà in due distinte ma complementari sessioni, costituisce l’incontro preparatorio dei successivi 6 eventi transnazionali e internazionali che si svolgeranno in 6 diversi paesi, tra quelli coinvolti nel progetto, nel corso del periodo di attuazione del progetto medesimo della durata complessiva di 18 mesi (tra settembre 2017 e dicembre 2018). Tale incontro ha l’obiettivo di avviare una preliminare discussione, la presentazione, lo scambio e la condivisione di conoscenze e di esempi di buone pratiche nel settore dell’economia e dell’imprenditoria sociale e della responsabilità sociale delle imprese - a livello locale, regionale e nazionale – in vista del Kick Off Partnership Meeting programmato, nella città di Filakovo (Repubblica Slovacca), per i prossimi 21 e 22 settembre.
L’agenda dei lavori prevede, dopo i saluti istituzionali di Lucio Giordano e Mario Semproni, rispettivamente, sindaci del Comune di Santa Severina (KR) e del Comune di Penne (PE), l’intervento introduttivo di Bruno Cortese (neo presidente regionale, per la Calabria, dell’associazione “I Borghi più Belli d’Italia”) e la relazione di apertura – avente per oggetto “Il Programma Europa per i Cittadini e le Reti Transnazionali ed Internazionali di Città in Europa”
- di Rita Sassu, responsabile del Punto di Contatto Nazionale per l’Italia “Europe for Citizens Point Italy” del Programma Comunitario Europa per i Cittadini, afferente al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
Le conclusioni sono affidate a Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.
L’incontro di lavoro, che sarà moderato e coordinato da Luigi A. Dell’Aquila (Project Manager, per conto del Comune di Santa Severina, del Progetto Europeo di Rete di Città “ENSIE” e docente del corso universitario di aggiornamento professionale in “Strategie di Accesso, Gestione e Rendicontazione dei Fondi Europei” presso l’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro, sarà, infine, arricchito - durante la seconda sessione pomeridiana - da una tavola rotonda sul tema “La prospettiva europea della dimensione sociale dell'economia”, a cui prenderanno parte enti, organizzazioni ed esperti in materia di economia ed imprenditoria sociale e di responsabilità sociale delle imprese.
Sono altresì invitati ad intervenire, Emilio Verrengia, presidente Regionale dell’Associazione AICCRE Calabria, ed Enzo Bruno, presidente Regionale dell’Associazione UPI Calabria, mentre sono previsti gli interventi programmati di Giuseppe Misdea, referente del Coordinamento Calabrese dell’Erasmus Student Network, e di Domenico Primerano, responsabile del Centro di Informazione “Europe Direct Catanzaro”, attivato presso l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro.
Attualmente hanno altresì aderito, a titolo di partner promotori dell’evento menzionato, l’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro, il Consiglio Italiano del Movimento Europeo, l’Associazione Giornalisti Europei, l’Associazione “I Borghi più Belli d’Italia” e l’Associazione “Les Plus Beaux Villages de la Terre”, il Centro di Informazione “Europe Direct Catanzaro”, il Centro di Documentazione Europea (istituito presso l’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro), il Coordinamento per la Regione Calabria dell’Erasmus Student Network (operanti presso gli Atenei di Catanzaro, Reggio Calabria e Cosenza), nonché la Federazione Regionale Calabria dell’Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (AICCRE). 
La costituenda Rete Transnazionale ed Internazionale di Partner include 12 organizzazioni - tra città, comuni, istituzioni senza scopo di lucro, organizzazioni non governative, enti di istruzione, formazione e ricerca ed esperti in materia di economia ed imprese sociali e di sviluppo rurale - e, nello specifico, le attività progettuali saranno implementate dal partenariato di progetto guidato dalla Municipalità di Filakovo con sede nella Repubblica Slovacca – in qualità di capofila e coordinatore delle attività progettuali medesime - e composto da 11 partner provenienti da 10 differenti Paesi Membri dell’Unione Europea. 
Per l’Italia, sono partner di progetto il Comune di Santa Severina (KR) e il Comune di Penne (PE), entrambi aderenti alla Rete di Comuni italiani facenti parte dell’Associazione “I Borghi più Belli d’Italia”, mentre, le altre organizzazioni coinvolte sono di seguito indicate: Local Authority of Town Batonyterenye (Ungheria), Proactive (Serbia), Social Innovation Centre (Lettonia), Grad Labin (Croatia), Camara Municipal Da Madalena Do Pico (Portogallo), Consiliul Judetean Harghita (Romania), Drustvo za ravijanje prostovoljnega dela Novo Mesto (Slovenia), Town Jirkov (Repubblica Ceca) e Vocational Secondary School Filakovo (Repubblica Slovacca). (aise) 

giovedì, settembre 14, 2017

Il ministro De Vincenti torna nel Sannio.Creare lavoro al sud è un’impresa. Al via la Summer School Cives di Pietrelcina


PIETRELCINA (BN). Sarà il ministro per la coesione territoriale e il mezzogiorno Claudio De Vincenti a confrontarsi con la Summer School Cives di Pietrelcina. Il tradizionale e atteso appuntamento formativo che ogni anno fa il punto sulle sfide dello sviluppo economico e sociale nel Mezzogiorno si tiene al Palavetro il 15 e 16 settembre. Il tema del 2017 è “L’impresa di creare lavoro al Sud”. L’iniziativa è promossa dall’Ufficio Problemi Sociali e Lavoro della Diocesi di Benevento, dal Centro Nazionale per il Volontariato e dal Comune di Pietrelcina. Il tema scelto per questa terza edizione si pone in ideale connessione con la Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, che si terrà a Cagliari a fine ottobre, e che ha per titolo “Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo, solidale”. Nelle due giornate della Summer School CIVES verranno affrontate questioni di ampio respiro partendo dalle esperienze, dalle buone pratiche e dalle risorse del Mezzogiorno d’Italia per guardare all’intero Paese, al fine di trovare prospettive e sentieri di sviluppo che possano aiutare, in una logica unitaria e di coesione, i meridionali e tutti gli italiani a sentirsi protagonisti di pagine di rinnovata fiducia nel futuro. In particolare, saranno approfonditi gli strumenti e le strategie per affrontare il problema principale del Sud, cioè come creare opportunità di lavoro soprattutto per i giovani che, in tanti, pur avendo le competenze si vedono tagliati fuori dal pieno inserimento nella vita attiva. Il programma Numerosi e qualificati i relatori che si avvicenderanno nelle tre sessioni previste. Dopo i saluti del sindaco di Pietrelcina Domenico Masone, del presidente della Comunità Montana Titerno e Alto Tammaro Antonio Di Maria e l’introduzione del presidente del Centro Nazionale per il Volontariato Edoardo Patriarca e del direttore dell’Ufficio per i Problemi sociali e il Lavoro dell’Arcidiocesi di Benevento Ettore Rossi, la prima sessione -venerdì 15 settembre alle 16- dal titolo “Il lavoro è un diritto per tutti” sarà animata da: l’Arcivescovo di Benevento Mons. Felice Accrocca, la statistica sociale Linda Laura Sabbadini, il prof. Giuseppe Notarstefano componente del Comitato Scientifico e Organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani e il presidente del gruppo cooperativo Goel Vincenzo Linarello. Sabato 16 settembre dalle 9 la ripresa dei lavori con la sessione “Per fare l’impresa ci vuole” e gli interventi dell’economista dell’Università di Foggia Pasquale Pazienza, del presidente della cooperativa di comunità “Scherìa” di Tirolo (Catanzaro) Riccardo Stocco, del segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli. La terza e ultima sessione, “Promuovere buona occupazione” metterà a confronto varie esperienze: parleranno il coordinatore dei progetti di agricoltura sociale della Caritas di Benevento Pasquale Addonizio, il direttore dell’Iper Conad di Benevento Luigi Micco, il presidente della Confindustria di Benevento Filippo Liverini, il presidente dell’Anpal Maurizio Del Conte e l’assessore regionale della Campania alle attività produttive Amedeo Lepore. Le conclusioni saranno affidate al ministro Claudio De Vincenti. Per informazioni e iscrizioni: tel. 0824990657-0824991390 cell. 3281639763;info@comune.pietrelcina.bn.it o socialelavoro@diocesidibenevento.it.

venerdì, settembre 08, 2017

“Costruire un porto, significa fecondare la bellezza di un golfo. Fondare biblioteche, è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire”.